Saper bluffare correttamente è una delle armi più importanti del giocatore di poker di alto livello. Sfortunatamente, è anche una delle strategie che più spesso viene fraintesa e di conseguenza utilizzata in maniera errata; la maggior parte delle persone pensa che il bluff consista semplicemente nel fare una puntata esageratamente alta a fronte di una mano perdente
con la vittoria di un grosso piatto per il ritiro degli altri giocatori “spaventati” dalla puntata.
Si crede quindi che bastino nervi saldi e una puntata molto alta per eseguire un bluff vincente in ogni mano. Per quanto questo sia un tipo di bluff che viene eseguito molto spesso, le mani in cui si rende possibile una giocata così azzardata sono molto poche e praticamente mai consecutive. Speriamo che questa spiegazione chiarisca i dubbi e gli aspetti che più spesso vengono compresi in maniera errata riguardo il bluff, così che possiate imparare a sfruttare questa tattica di gioco nel modo più appropriato adattandola alla situazione di gioco in corso.
Perchè bluffare?
Questa domanda può sembrare banale, perché chiunque sa che si bluffa per intimorire gli altri giocatori, farli passare e vincere il piatto, giusto ? Beh, questa certamente è una delle ragioni per cui si bluffa, ma non è la più comune, e nemmeno la più importante. Il poker è una sorta di battaglia di informazioni: se i nostri avversari conoscono sempre il tenore delle nostre puntate e dei nostri rialzi potranno facilmente intuire la forza della nostra mano e agire di conseguenza. Per questo è importante creare una certa varietà di giocate, senza seguire sempre lo stesso schema, in modo da confonderli: ecco che entra in gioco il bluff, ed ecco perché è così importante saper bluffare bene.
Nelle puntate basse, quando gli avversari sono concentrati principalmente nel calcolare il valore della mano che stanno giocando, variare il proprio gioco non porta a grandi risultati in quanto gli avversari non sono particolarmente concentrati sul gioco altrui quanto a calcolare la propria strategia. Man mano che si procede nel gioco però giocare la propria mano secondo gli standard potrebbe non essere sufficiente per guadagnare il piatto, per cui bisogna tentare di intimorire gli avversari, insinuando in loro il dubbio se la nostra sia una mano forte, normale o assolutamente perdente. Ecco perché il bluff è importante: non per il piatto che si può guadagnare se il bluff riesce (per quanto sia sicuramente un aspetto positivo!) quanto per la confusione che si crea negli avversari, che così avranno il dubbio anche nelle mani successive sul fatto che i nostri siano bluff oppure no, inoltre il denaro guadagnato dal piatto rafforzerà la nostra possibilità di fare puntate alte, impaurendo gli avversari.
Più aumentano le puntate, più diventa importante saper variare il proprio gioco, perché se giocassimo secondo uno schema lineare puntando o alzando la posta solo quando siamo in possesso di una mano forte, gli avversari sapranno già che è meglio per loro passare quando facciamo una puntata di un certo spessore e il nostro guadagno sarà minimo, e qualora si accorgessero che ci teniamo su puntate basse capirebbero che la nostra mano è mediocre e sarebbero loro ad alzare la posta per costringerci a passare o per trascinarci in un gioco al rialzo che probabilmente perderemmo.
La parte più difficile è ovviamente scegliere in quali mani sia il caso di bluffare: se bluffiamo o comunque tentiamo troppo spesso giocate con mani scadenti, rischieremmo di perdere molte puntate e ritrovarci con poco denaro, inoltre gli avversari non avrebbero paura a rilanciare le nostre puntate. E’ molto meglio trovare un modo per confondere i propri avversari ma che non implichi puntate troppo alte (e di conseguenza potenziali perdite elevate): in questi casi entra in gioco il semi-bluff.

Il Semi-Bluff
Il semi-bluff è una delle strategie più usate dai migliori giocatori di poker del mondo poiché si rivela molto produttiva se usata in maniera corretta. Possiamo dire che la maggioranza dei bluff di un giocatore dovrebbero essere semi-bluff, che permette di giocare la mano in maniera aggressiva senza però rischiare troppo denaro. Spieghiamo quindi cosa sia il semi-bluff: esso consiste in una puntata (o rialzo) con una mano che in quel momento non è molto alta, ma che potrebbe migliorare durante il gioco e diventare la miglior mano. Puntando o rialzando invece che limitarsi a chiamare andremo a creare un numero maggiore di possibilità favorevoli.
Ad esempio, immaginiamo di essere il primo a giocare in un Limit Hold’em con in mano un re e una regina di picche, e un giocatore in mezzo ha alzato la puntata. Tutti gli altri passano, andiamo al flop noi e l’avversario. Il flop esce con 10, 7 e 5, dove 10 e 5 sono di picche. Se l’altro giocatore punta, per noi può essere conveniente rilanciare : se non ha una buona mano passerà e noi vinceremo il piatto, ma anche qualora lui accettasse la puntata noi avremmo ancora buone possibilità di vincere la mano, anche eventualmente con una puntata al turno successivo che potrebbe intimorirlo anche qualora lui avesse asso e re o asso e jack. Se per qualche ragione non volessimo effettuare un’altra puntata dovremmo valutare le azioni dell’avversario: un check da parte sua ci consentirebbe un check a nostra volta, così avremmo un’altra carta scoperta senza investire nulla. In questo modo avremmo sott’occhio la situazione con una puntata comunque non eccessiva. Un’altra possibilità è fare la nostra la mano se al turn uscisse un’altra carta di picche: questa è chiaramente la migliore possibilità, perché in questo caso possiamo effettuare una puntata con quasi la certezza di vincere la mano, e il rischio di perdita è veramente molto basso. Se il nostro avversario decidesse di puntare o rilanciare dovremmo comunque valutare la situazione e calcolare i fattori di rischio, l’eventuale guadagno e perdita e agire di conseguenza. Avremmo comunque una ampia quantità di carte vincenti a disposizione che ci consentirebbero di fare un’ulteriore puntata senza rischiare troppo.
Il semi-bluff è una buona arma anche nel no-limit hold ehm, ma in questo caso dev’essere usata in maniera più giudiziosa, infatti i parametri di rischio che abbiamo visto nell’esempio precedente aumentano notevolmente nel caso di una partita al No-limit, perché riaprendo le puntate noi diamo la possibilità al nostro avversario di rilanciare pesantemente e quindi di costringerci a passare una mano che poteva essere invece vantaggiosa per noi. E’ quindi meglio non consentire all’avversario rilanci alti.
Nel no-limiti è comunque fondamentale la quantità di denaro a nostra disposizione; sicuramente vorremo evitare di trovarci in una situazione dove rischiamo di perdere metà del nostro patrimonio e dove fossimo in svantaggio già al flop, perché questo ci porterebbe ad una situazione molto complicata per noi. E’ molto meglio fare un semi-bluff al flop solo se questo ci consentirà di rimanere comunque con un alto numero di chips.
Il semi-bluff è una delle armi migliori dell’arsenale di un giocatore di poker, ma è impossibile utilizzarla in maniera vantaggiosa se non si analizza attentamente la situazione di gioco.
Se il semi-bluff è importante sia nelle partite Limit e No-Limit, ricordiamoci che per queste ultime è meglio agire con un po’ più di prudenza, perché in un Limit Hold’em un semi-bluff fallito può costare comunque poche chips, ma nel No Limit Hold’em può costarci addirittura il ritiro. Bisogna essere preparati a questo rischio se si pensa di giocare partite al No Limit! In entrambi i tipi di gioco comunque il semi-blff è molto importante, perché utilizzandolo si aprono due possibili vie di vittoria, ovvero il forzare l’avversario a passare e la possibilità di vincere comunque la mano al river. Se impariamo ad integrare il semi-bluff all’interno del nostro gioco avremo la possibilità di aumentare le nostre possibilità di vincita e di conseguenza al tempo stesso guadagnare più piatti e aggiungere imprevedibilità al nostro gioco.
Il Bluff completo
Per quanto come detto la maggior parte dei bluff siano in realtà semi-bluff, ci sono situazioni che si rivelano adatta ad un bluff completo. La prima e più comune capita quasi solamente nelle partite al No Limit Hold’em. Spesso ci sono piatti di scarsa rilevanza ai quali nessun giocatore sembra molto interessato: è assolutamente consigliato vincere un buon numero di questi piatti, che capitano piuttosto spesso. La maggior parte delle volte fare una piccola puntata corrispondente a circa metà del piatto convincerà gli altri ad abbandonare la mano, mentre nel caso qualcun altro chiamasse dovremmo decidere se continuare o no con il nostro bluff. Un’altra occasione dove un bluff completo può essere giocato è quando, al river, abbiamo una mano che non ci da possibilità di vittoria. Solitamente questo succede quando tentiamo una scala o un colore e questi non entrano: possiamo però decidere di tentare un bluff, facendo supporre ai nostri avversari di avere avuto l’incastro giusto e convincendoli quindi a ritirarsi. Queste giocate sono molto difficili e non è assolutamente raro perderle! Nel no-limit hold’em il bluff completo offre buone possibilità di successo, ma se l’avversario capisse il nostro bluff potremmo aver commesso un grosso errore e perdere molte chips.
Quando ci troviamo in queste situazioni la capacità di giudizio è importantissima: i bluff offrono alti rischi ma anche delle ottime possibilità di guadagno. Valutiamo sempre i nostri avversari e il loro gioco, il tipo di partita che si sta svolgendo, teniamo sempre in mente cosa hanno giocato i nostri avversari. Uno degli errori più comuni dei principianti è quello di bluffare in maniera poco convinta, quindi facilmente interpretabile dagli avversari. Quando bluffiamo, diamo sempre un’impressione di assoluta certezza, come se avessimo a disposizione un’ottima mano.
Quando è meglio non bluffare
Ci sono delle situazioni in cui un giocatore non dovrebbe bluffare. Quella più comune è quando si hanno in mano asso e re al river in un limit hold-em. Dopo aver rilanciato al pre-flop e aver proseguito con un’azione aggressiva al flop, ci si ritrova solo con l’asso come carta più alta e nessun’altra combinazione. Il giocatore (spesso sbagliando) pensa che l’unica via per vincere il piatto sia costringere l’avversario a passare: il problema con questo ragionamento è che se l’avversario sperava in un incastro che non gli è entrato, l’accoppiata asso-re può bastare, ma se l’avversario (o gli avversari) avevano in mano una coppia già prima del flop e del turn, il giocatore che si trova a bluffare rischierà di perdere molti soldi. Questo è un classico esempio in cui era meglio ritirarsi e mantenere le proprie chips.
Un’altra occasione in cui i principianti bluffano esageratamente è quando si trovano contro a diversi avversari che hanno rilanciato al pre-flop: spesso sentono di poter passare in vantaggio al flop anche se hanno in mano carte scadenti, per cui puntano e finiscono per perdere la mano.
Non c’è niente di sbagliato o di vergognoso nel valutare certe mani e nel passare o quantomeno nel non alzare la puntata. Più giocatori sono coinvolti in una mano, più è difficile che il bluff riesca. Valutiamo quindi sempre con attenzione quanti avversari abbiamo di fronte e le loro strategie di gioco.
La matematica del bluff
Il calcolo matematico coinvolto nel bluff è piuttosto semplice, l’aspetto complicato è il proprio giudizio su quanto sia possibile la riuscita di un bluff. Di base bisogna semplicemente paragonare le possibilità di successo con il ritorno economico che si avrebbe nel vincere il piatto. Per esempio, stiamo giocando 10-20 in un limit hold’em e dopo il semi-bluff abbiamo mancato l’incastro al river. Il piatto è di 120$ e abbiamo un solo avversario. Il bluff può rilevarsi vincente in un caso su sette, quindi possiamo rischiare. La capacità di giudizio è importantissima e va sviluppata col tempo, così da poter apprendere quali siano le situazioni migliori in cui bluffare e quando invece sia meglio rinunciare.
Un altro esempio: n un limit hold’em abbiamo un piatto da 50$ al flop e dobbiamo puntarne 25$ per tentare di “rubare” il piatto. Se pensiamo che il bluff possa avere successo più di una volta su 3, va sicuramente provato!
Conclusione
Come abbiamo visto il bluff non è solo puntare alto e sperare che gli altri passino! Infatti dietro alla tecnica del bluff c’è molto di più, e su bluff e semi-bluff ci sarebbe da dire ancora molto! Speriamo comunque che questa spiegazione vi abbia dato un’idea di base sull’importanza del bluff e sugli aspetti di cui tenere conto quando si decide di bluffare. Se seguirete queste linee guida e saprete sviluppare una buona capacità nel giudicare le situazioni e gli avversari, potrete avere sempre un passo di vantaggio sui vostri avversari e tradurre questo vantaggio in vittorie!
Fonte: casino-online.it
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